Saturno, guardarlo e fotografarlo: divertimento puro, forti emozioni, contatto con la natura, sguardo sull'Universo e alla fine ti chiedi: quanto è piccolo l'uomo di fronte a tanta immensità!!!! Twuist
Ecco le specifiche tecniche della foto:
Saturno è il sesto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole. Si tratta di un gigante gassoso, il secondo più grande dopo Giove.
Il momento migliore per osservare Saturno e i suoi anelli è l'opposizione (quando l'elongazione del pianeta è di 180°, e si trova quindi nella parte di cielo opposta al Sole).
In tutti questi casi il diametro di Saturno è troppo piccolo per poterlo percepire ad occhio nudo, e il pianeta apparirà sempre come un punto. È necessario un binocolo o un telescopio di modesta potenza per poter distinguere il disco del pianeta e gli anelli. Attualmente è ben visibile in prima serata molto alto nel cielo e vicino alla costellazione del Leone.
Ma come fotografarlo?
Nel campo della fotografia astronomica planetaria amatoriale si è diffusa tantissimo la web-cam, che altro non è che un sensore digitale molto piccolo (generalmente con 659x494 pixel fisici quadrati) e molto più economico rispetto alle reflex, che permette di riprendere una raffica di immagini a secondo, che può andare da 5 a 10 a 15 frame (immagine) per secondo.
In poche parole si svita l'ottica della web-cam e la si sostituisce con un raccordo per applicare il sensore al fuoco diretto del telescopio, che a questo punto diventerà il nuovo sistema ottico. Naturalmente nel campo dei telescopi esistono diversi sistemi ottici, basati principalmente su due grandi classificazioni: i telescopi con sistemi a specchi (riflettori) e telescopi con sistemi a lenti (rifrattori). Nella fotografia sopra è stata utilizzata una configurazione a specchi, precisamente un Celestron CPC8 (non è proprio un riflettore in ogni caso non mi volgio dilungare troppo)con un'apertura di 200mm di diametro e una focale di 2000mm, un f10.
La focale, appunto è un elemento fondamentale: per poter vedere qualche dettaglio è necessario spingersi molto in là, come avrete capito, 2000mm darebbere un pianetino molto piccolo, per cui nella mia foto ho inserito tra il telescopio e la web un moltiplicatore di focale 3X, portando la focale equivalente a 6 metri.
Parliamo di come si arriva alla foto finale: nel mio caso ho ripreso diversi filmati AVI, dopo aver naturalemte centrato il pianeta nel campo inquadrato del sensore e cercato di perfezionare il più possibile la messa a fuoco. Ho selezionato un filmato di 100 secondi, con un numero totale di immagini riprese di 1000 (infatti ho impostato la web a 10 fps). Con un programma appositamente dedicato, e peraltro gratuito (molto conosciuto tra gli addetti ai lavori), che si chiama Iris, ho lanciato una funzione automatica di selezione dei frame migliori, ne ho selezionati 250 su 1000, li ho allineati e poi sommati, sempre in maniera automatica, in modo da eliminare il cosiddetto rumore di fondo e distrubo del segnale. Perchè dover riprendere tutti questi frame? La risposta è molto semplice, con una focale di 6 metri, il disturbo creato dall'atmosfera si fa notare tantissimo, tant'è vero che anche visualmente l'immagine è difficile da mettere bene a fuoco ed è soggetta al cosiddetto tremolio che fa perdere tutti i dettagli.
Infatti parlando di fotografie ai pianeti, sentirete sempre menzionare il seeing, ovvero una scala di valori (ne esistono diverse, quella forse più immediata è quella di Antoniadi) per definire il grado di stabilità atmosferica: allora perfetta stabilità atmosferica ci da un seeing I Eccezionale, immagine perfetta e immobile; l'instabilità dovuta ad esempio al passaggio di un temporale durante il giorno o in una serata di forte vento ci dà un seeing V Pessimo, immagine molto perturbata. Tra il valore I ed il valore V ci sono tutti quelli intermedi, e quando ho ripreso io il pianeta nella serata del 17 aprile, ho valutato un seeing III medio, con un'immagine tremolante con momenti di calma. Il motivo per cui spesso si preferisce la web-cam alla classica reflex, (che peraltro avrebbe un sensore molto più grande), è proprio la possibilità di ovviare in parte a questo problema del seeing, infatti capite benissimo che mettersi a scattare 1000 immagini raw e poi dover selezionare solo quelle più nitide, per poterle successivamente elaborare, diventa un po' dispendioso in termini di tempo, quando con un semplice filmatino di un paio di minuti si arriva già ad un risultato discreto. Ciò non toglie che anche con le reflex alcuni abbiano ottenuto buoni risultati facendo almeno 200 scatti e potendone selezionare almeno una ventina buoni.











